Le direttive europee in campo energetico e la formazione dei professionisti

A giugno del 2001, la Commissione Europea ha emesso la comunicazione “un’Europa sostenibile per un mondo migliore” indicando tra le maggiori sfide da vincere per arrivare allo sviluppo sostenibile, l’aumento dell’uso delle energie rinnovabili e azioni chiave per ridurre la domanda di energia.

Sia l’aumento dell’uso delle energie rinnovabili sia la riduzione della domanda di energia costituiscono una importante misura per rispettare il protocollo di Kyoto e la convenzione quadro delle Nazioni Unite sull’ambiente globale.

Sulla base di questi principi al fine di concorrere al raggiungimento degli obiettivi posti in sede internazionale, nell’ultimo decennio sono state pubblicate numerose direttive europee:

  • Direttiva 2002/91/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2002, sul rendimento energetico nell'edilizia
  • Direttiva 2004/8/CE sulla promozione della cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel mercato interno dell'energia
  • Direttiva 2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009 relativa all’istituzione di un quadro per l’elaborazione di specifiche per la progettazione  ecocompatibile dei prodotti connessi all’energia
  • Direttiva 2010/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, concernente l’indicazione del consumo di energia e di altre risorse dei prodotti connessi all’energia, mediante l’etichettatura ed informazioni uniformi relative ai prodotti
  • Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell'edilizia
  • Direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili

Nelle ultime direttive si è poi cominciato a rilevare che i piani energetici e l’introduzione di nuove tecnologie sia per la produzione sia per il risparmio energetico, possono avere successo solo se c’è un’adeguata formazione professionale di chi opera nel settore.

Altra cosa importante da rilevare è che, contemporaneamente alle misure interessanti il mondo dell’”energia”, si sono sviluppate numerose iniziative intese a trovare delle regole comuni, a livello europeo, per stabilire la professionalità delle persone. In questo contesto è nata la raccomandazione EQF.

Questo opuscolo tiene pertanto conto sia delle direttive in ambito energetico sia delle raccomandazioni nell’ambito delle professioni.

In particolare si ritiene utile riportare quanto prevede la direttiva 2009/28/CE, art. 14 comma 3.

 

Informazione e formazione

1. Gli Stati membri assicurano che le informazioni sulle misure di sostegno siano messe a disposizione di tutti i soggetti interessati, quali consumatori, imprese edili, installatori, architetti e fornitori di apparecchiature e di sistemi di riscaldamento, di raffreddamento e per la produzione di elettricità e di veicoli che possono utilizzare energia da fonti rinnovabili.

2. Gli Stati membri assicurano che le informazioni sui benefici netti, sui costi e sull’efficienza energetica delle apparecchiature e dei sistemi per l’uso di calore, freddo ed elettricità da fonti energetiche rinnovabili siano messe a disposizione dal fornitore dell’apparecchiatura o del sistema ovvero dalle autorità nazionali competenti.

3. Gli Stati membri assicurano che entro il 31 dicembre 2012 sistemi di certificazione o sistemi equivalenti di qualificazione siano messi a disposizione degli installatori su piccola scala di caldaie o di stufe a biomassa, di sistemi solari fotovoltaici o termici, di sistemi geotermici poco profondi e di pompe di calore. Tali sistemi possono tener conto, se del caso, dei sistemi e delle strutture esistenti e si basano sui criteri enunciati all’allegato IV. Ogni Stato membro riconosce le certificazioni rilasciate dagli altri Stati membri conformemente ai predetti criteri.

4. Gli Stati membri mettono a disposizione del pubblico informazioni sui sistemi di certificazione o sistemi equivalenti di qualificazione di cui al paragrafo 3. Essi possono anche rendere pubblico l’elenco degli installatori qualificati o certificati in conformità delle disposizioni di cui al paragrafo 3.

5. Gli Stati membri provvedono affinché siano resi disponibili a tutti i soggetti interessati, in particolare agli urbanisti e agli architetti, orientamenti che consentano loro di considerare adeguatamente la combinazione ottimale di fonti energetiche rinnovabili, tecnologie ad alta efficienza e sistemi di teleriscaldamento e di teleraffrescamento in sede di pianificazione, progettazione, costruzione e ristrutturazione di aree industriali o residenziali.

6. Gli Stati membri, di concerto con le autorità locali e regionali, elaborano programmi adeguati d’informazione, sensibilizzazione, orientamento o formazione al fine di informare i cittadini sui benefici e sugli aspetti pratici dello sviluppo e dell’impiego di energia da fonti rinnovabili.

 

Anche nella proposta di nuova Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sull'efficienza energetica si punta l’attenzione su informazione e formazione. Si riporta a tale proposito il relativo articolo 17.

 

Articolo 17

Informazione e formazione

1.  Gli Stati membri provvedono affinché le informazioni in merito ai meccanismi di efficienza energetica e ai quadri finanziari e giuridici disponibili siano trasparenti e divulgate largamente a tutti i pertinenti attori del mercato, quali consumatori, costruttori, architetti, ingegneri, auditor ambientali e dell'energia e installatori di elementi edilizi quali definiti alla direttiva 2010/31/UE.

Gli Stati membri incoraggiano la fornitura alle banche e alle altre istituzioni finanziarie di informazioni sulle possibilità di partecipare, anche attraverso la creazione di partenariati pubblico/privato, al finanziamento delle misure di miglioramento dell'efficienza energetica.

2.  Gli Stati membri stabiliscono condizioni adeguate affinché gli operatori del mercato forniscano ai consumatori di energia informazioni adeguate e mirate nonché consulenza in materia di efficienza energetica.

3.  La Commissione riesamina l'impatto delle misure da essa adottate per sostenere lo sviluppo di piattaforme che includono, tra l'altro, gli organi di dialogo sociale europeo nell'incentivare i programmi di formazione per l'efficienza energetica e presenta, se del caso, ulteriori misure. La Commissione incoraggia le parti sociali europee nelle loro discussioni in materia di efficienza energetica.

4.  Gli Stati membri, con la partecipazione dei soggetti interessati, ivi incluse le autorità locali e regionali, promuovono adeguate iniziative d'informazione, sensibilizzazione e formazione, al fine di informare i cittadini sui benefici e gli aspetti pratici legati all'adozione di misure di miglioramento dell'efficienza energetica.

5.  La Commissione incoraggia lo scambio e l'ampia diffusione di informazioni sulle migliori pratiche in materia di efficienza energetica negli Stati membri.

L’importanza che la Commissione Europea assegna alla formazione è stata ulteriormente sottolineata dal fatto che l’EACI, (Esecutive Agency for Competitiveness and Innovation) ha finanziato numerosi progetti non solo per definire i requisiti dei professionisti per l’energia, ma anche per elaborare contenuti, sviluppare corsi pilota e formare i formatori nelle diverse categorie di professionisti.

 

 

 

 

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